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Riquadratura

La figura dello Squadratore

In un cantiere di grandezza media che occupava 15 – 20 operai, 4 o 5 svolgevano il duro lavoro della riquadratura degli informi. Seduti sui grandi blocchi o in piedi a fianco ad essi, dovevano spianare scabrose superfici, a colpi di mazzuolo, sulla sabbia sempre appuntita.

La prima operazione da compiere era quella della scapezzatura del blocco, consistente nella eliminazione a colpi di mazza, delle prominenze e delle sporgenze vistose su tutti i lati del blocco. Quindi iniziava l’operazione lunga e monotona a forza di colpi di mazzuolo e sabbia, di rendere perfettamente piane le sei faccie del blocco, con il rischio di essere colpiti da scaglie.
La squadratura poteva anche avvenire con una sega a mano e una miscela di acqua e sabbia silicea abrasiva.

L’impiego del filo elicoidale ridusse le operazioni di squadratura. Con l’introduzione del filo diamantato la figura dello squadratore non ha più avuto ragione di esistere. A favorire la sua scomparsa è stato l’utilizzo dei blocchi informi, di medie e piccole dimensioni nei laboratori per la produzione di materiale per l’edilizia sezionato con le taglia- blocchi munite, anche, di dischi diamantati molto grandi. La vendita degli informi, ha permesso alle cave, nelle quali non era possibile l’estrazione di blocchi di grande dimensioni, di sopravvivere.

Fratelli Fratta - Marmi e lavorazione Pietra